STORIA DEL CAFFÈ FERNANDA

FERNANDA WITTGENS
1903 – 1957

Fernanda Wittgens è una delle eroine sconosciute d’Italia. Storica dell’arte di grande competenza e idealismo sociale, fu imprigionata dai nazisti nel 1944 per aver aiutato degli ebrei a fuggire. Innanzitutto, però, fu una direttrice museale formidabile, la prima donna in Italia a dirigere un museo statale.

Dopo la morte prematura del suo mentore Ettore Modigliani nel 1947, provvide alla ricostruzione della Pinacoteca di Brera in seguito ai devastanti bombardamenti dell’agosto 1943, e il 9 giugno 1950 inaugurò la “Grande Brera”, un insieme di trentotto spazi espositivi completamente ristrutturati su un progetto di Piero Portaluppi, che dedicò al defunto Modigliani.

Wittgens puntava a creare un “museo vivente”: riempì le sale di fiori, ospitò sfilate di moda e prolungò l’apertura fino a tarda sera. Era un’appassionata di arte moderna; dopo la sua morte prematura nel 1957, il suo pupillo Franco Russoli continuò a farsi promotore della missione sociale del museo come crogiolo di civiltà.

Caffè Fernanda

Massimiliano e William Fabbro

ARTE & CUCINA

Il 1° ottobre 2018 la Pinacoteca di Brera ha aperto il suo primo caffè, Caffè Fernanda, dopo il breve esperimento degli anni 80. L’apertura è avvenuta in occasione della serata inaugurale tenutasi a conclusione del progetto di riallestimento della Pinacoteca.  Il nuovo locale è completamente realizzato in una cornice dal design anni ’50 in continuità col contesto artistico-culturale del museo. Il Caffè, caratterizzato dai colori rosa, blu e senape, può contenere 32 sedute all’interno e 40 posti nel loggiato esterno.

Massimiliano e William Fabbro, che da venti anni si occupano di ristorazione, hanno voluto realizzare un progetto unico e distintivo per la gestione del Caffè Fernanda: è nato così l’orto della Pinacoteca di Brera. Su questo terreno dedicato verranno prodotti gli ortaggi di stagione dei quali si servirà la società guidata da William Fabbro per il Caffè Fernanda, creando così una filiera dedicata: questo metodo biologico ed etico andrà di fatto anche a supportare le persone che vi lavoreranno.